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Lettonia, la corsa con le mogli in spalla – Video – RepubblicaTv – la Repubblica.it

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Ha tre anni ed è già una tradizione nel Paese baltico: 53 coppie si sono sfidate a Ramkalni. Obiettivo: scalare una collina di 125 metri d’altezza. Per partecipare bisogna essere sposati e la moglie non può pesare meno di 50 chilogrammi. I vincitori di quest’anno sono Silva Silkalne e Guntis Berzins

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giugno 13th, 2010 at 7:35 pm

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DELLA IMPRENDITORIA ARTISTICA ACRONIMIZZATA “KIM?” IN LETTONIA

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Le giovani leve della creatività artistica e della esegesi critica si attivano a Riga in Lettonia frequentando e organizzando eventi vari nel KIM? (Kas Ir Maksla? Kas Ir Muzejs? / Cosa è l’arte? Cosa è il Museo?), insediato dal maggio 2009 nello Spikeri District. E’ stato realizzato come progetto pilota del Latvian Museum of Contemporary Art, con Meta-Kafe e slow-food menu al piano terra, dotato di bookstore e spazi espositivi multimediali ai piani superiori.
Il KIM? è proprietà del Latvian Museum of Contemporary Art, relazionato a realtà organizzative omologhe insediate a Londra, Oslo, Berlino, Vilnius. Occupa interamente uno degli edifici salvaguardati dall’Unesco nello Spikeri District, considerato patrimonio urbanistico meritevole di essere restaurato e riqualificato come insieme di edifici con destinazione d’uso artistico e culturale collettivo e attività commerciali indotte (al di là della stazione ferroviaria, dietro il grande mercato). Ogni suo spazio o servizio è possibile affittarlo per un’ora, cinque ore, una giornata intera, pagando tariffe prestabilite come nel sito http://www.kim.lv/. Disponibile per Exbitions, performances, lectures, cinema, music events, stages, media workshop.
Alla fine di una mia visita l’ho considerato location giovanilistica attrezzata per la realizzazione di interazioni artistiche multimediali e palestra per la esecuzione di esercizi esegetici ed espositivi, sperimentando allestimenti ed elaborando progetti curatoriali, avendo come referente l’attività creativa internazionale e la ricettività intellettuale dei più giovani in dimestichezza col web: tanto che si appresta a totalizzare i 5000 amici in Facebook.
(Gia postato in: http://www.iantichi.org/?q=node%2F476 – e in: http://www.lampisterie.ilcannocchiale.it/)

Foto: Didzis Gobzde. Foto: Gobzde Didzis. Kinoskolas un Baltijas Filmu un mediju skolas darbnīca Film School e della Scuola di Cinema di Mar Baltico e Media Workshop

Written by rossiroiss

giugno 6th, 2010 at 7:29 pm

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REALTA’ EMBLEMATICHE E SIMBOLICHE A RIGA IN LETTONIA SIGNIFICATIVE NELLO ZOO COME NELL’ABITATO CITTADINO

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Ho visitato lo Zoo di Riga in Lettonia, insediato nel bosco del Mezaparks, dopo aver esplorato l’insieme urbano cittadino, sia quello centrale sia quello periferico. L’ho visitato durante le ore di un giorno festivo in compagnia piacevole, favorito dal bel tempo che mi ha consentito di osservare tutti gli animali presenti e deambulanti nelle rispettive location, comparando le mie osservazioni a quelle di numerosi altri visitatori: cliente con pochi altri nel ristorante nel bosco con vista sul lago Kisezers.
Ho visto in gran numero animali erbivori e insettivori, su due e quattro zampe, volatili compresi: meno costosi per quanto riguarda la custodia e l’alimentazione. Ho visto pochissimi animali carnivori, il cui mantenimento è più costoso: soltanto una tigre siberiana, tre orsi, un lupo, alcuni canidi. Una famigliola ben accasata di giraffe, uniche rappresentanti della fauna africana l’ho amirata e apprezzata (anche fotografata) particolarmente. Molti animali li ho osservati con a disposizione ricoveri pietrosi che necessitano di manutenzione, e bacini acquosi mal bonificati. Tre cammelli (navi del deserto) col manto pilifero spelacchiato li ho considerati meritevoli di una segnalazione alle Ambasciate Arabe insediate a Riga, perchè si assumano il costo della loro tonsura periodica, eseguita da mani esperte connazionali. Ho visto, inoltre, due ippopotami, un asino, un pony, una coppia di testuggini, alcuni canguri, pellicani in coabitazione con cicogne nere, due struzzi, qualche gru, un bel gruppo di fenicotteri, un tapiro, un lama, scimie varie di piccole dimensioni, due foche, rettili e topi: ovini, suini, bovini e pennuti nazionali ben tenuti e alimentati.
Non ho visto il leone nella sua location, come altri felini esotici e specie africane di grandi dimensioni (l’elefante, il rinoceronte) in altre, dove ho immaginato la collocazione di cartelli con le scritte VENDESI/PARDOD e AFFITTASI/IZNOMA/IZIRE: segnali inequivocabili di una crisi economica che ha privato lo zoo di ogni finanziamento straordinario, considerandolo spesa secondaria.

Perchè, deambulando nello zoo, ho pensato alle parole VENDESI/PARDOD e AFFITTASI/IZNOMA/IZIRE che si leggono a Riga scritte su ogni supporto e viariamente dimensionate per quanto riguarda la grandezza, tutte ben evidenziate sulle facciate di edifici con appartamenti (dzivorlus) disabitati e negozi svuotati e chiusi per bancarotta: nelle zone centrali come in quelle periferiche, ovviamente. Pensando, anche, a ciò che si legge nei menù con zuppe e pietanze proposte da minuscoli ristoratori a chi cerca dove consumare pasti a buon mercato, costosi l’equivalente di 5 euro, alternativi ai pasti della macro catena dei services Lido che ha sempre meno clienti e il capitale immobiliare già pignorato dalle banche perchè sommersa dai debiti. Altri segnali inequivocabili della crisi economica che disagia la Repubblica di Lettonia.
Pensando, anche, alla scritta PALAZZO ITALIA che sopravvive sulla facciata di un palazzo in Barona iela, prospiciente l’edificio della Accademia Musicale, malgrado non ci sia alcunchè d’italiano in chi lo possiede come immobile, nelle sue vetrine e negli interni che lo costituiscono. E alla scritta GELATERIA CAPRI che non è sopravvissuta alla chiusura dell’omonimo esercizio commerciale. Così come non sono sopravvissute tante altre scritte costituite da parole italiane per indicare la commercializzazione di made in Italy o il consumo di cibi e bevande italiane. Diversamente da ciò che è accaduto alla scritta LA DOLCE VITA leggibile e vetrinizzata in Tarbatas iela, come indicazione di un esercizio commerciale in allestimento, sequel oppure doppione di altro esercizio omonimo diversamente mappato.

Sono tornato dal Mezaparks a Riga, conversando, poi, con chi mi ha accompagnato nello zoo, digressionando sulla attività, sempre pià difficoltosa, di chi si è ruolato faccendiere in Lettonia perchè sfaccendato in Italia: handicappato dalle difficoltà economiche che hanno messo in fuga il capitale straniero occidentale, e dalla impossibilità di proporsi come promoter relazionato in Italia quanto basta per procacciare a operatori economici baltici opportunità di business concreti. Informandomi sul capitale gestito da cittadini russofoni o russofili, che la fa sempre più sfacciatamente da padrone (come suol dirsi!) in Lettonia, concedendosi agli amici e negandosi ai nemici, capitalizzando la bancarotta dei meno capaci e finanziando l’attività politica di chi lo protegge e favorisce nel parlamento nazionale e nei massmedia: con l’ambizione di condizionare il governo centrale, così come riesce a condizionare quello municipale.
Mi è stato detto che il 5 giugno avrà inizio in Lettonia una campagna elettorale che sarà combattuta con coltelli molto affilati come non mai, per il rinnovo del parlamento nazionale.
Avrò argomenti a iosa e variegati per scrivere tanti altri testi.

L’ingresso dello Zoo Nazionale Lettone a Riga nel Mezaparks

Written by rossiroiss

giugno 2nd, 2010 at 7:27 pm

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DELLE BIONDE IN MARCIA A RIGA PER IL GO BLONDE FESTIVAL ENFATIZZATO DALLA ADNKRONOS/DPA

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Enfatizzando oltre ogni giusta misura consentita dal buon senso professionale giornalistico, un cronista della agenzia Adnkronos/Dpa, corrispondente dalla Lettonia, ha così notiziato un micro evento locale: CENTINAIA DI BIONDE IN MARCIA A RIGA PER IL GO BLONDE FESTIVAL.
Scrivendo – Oltre cinquecento ragazze, vestite completamente di rosa e tutte rigorosamente biondissime, hanno sfilato oggi (29 maggio) per le strade di Riga, in Lettonia, per l’annuale ricorrenza del Go Blonde Festival, un evento benefico di raccolta fondi per la costruzione di parchi giochi per i bambini bisognosi.
Alte e basse, magrissime e prosperose, le 500 bellezze platinate guidate da un trio di bionde a cavallo hanno marciato da Town Hall Square fino alla centralissima Dome Square. I ciottoli della città vecchia hanno così risuonato al battito dei loro tacchi vertiginosi e il corteo ha incantato migliaia di spettatori più o meno consapevoli dell’evento.
Nonostante il clima estivo e l’ “infiltrazione” di diverse brunette e uomini in parrucca, il numero di partecipanti è stato inferiore a quello atteso dagli organizzatori, che avevano previsto almeno 800 ragazze. La parziale diserzione non ha però smorzato l’entusiasmo degli spettatori, come il britannico Matthew Birch, in vacanza con gli amici a Riga per una festa di addio al celibato e letteralmente estasiato alla vista di quell’esercito platinato. “Non avevamo idea di cosa stesse accadendo quando siamo arrivati – ha dichiarato- Devo essere morto e gia’ arrivato in paradiso”.

IN RAPPRESENTANZA DI CHI E’ STATO PRESENTE IN DOME SQUARE A RIGA SABATO 29 MAGGIO 2010, SCRIVO – Le partecipanti sono state 100/150, tutte portatrici di capelli biondi variamente dimensionate per quanto riguarda l’altezza e il peso, tutte abbigliate con vestimenta eterogenee color rosa il busto sul bianco del rimanente e viceversa, coreografate dal ritmo delle canzoni di alcune pop star televisive locali karaokeggianti, per un pubblico di 1000 spettatori curiosi e poco rumorosi: hanno raggiunto la Piazza del Duomo sfilando lungo un percorso non piu lungo di 1000 metri, nella città di Riga, considerata da alcuni la Parigi del Baltico abitata da 700 mila residenti e 300 mila ospitii in soggiorno turistico o lavorativo. Tale Go Blonde Festival è stato disapprovato dalla cittadinanza femminile come iniziativa denigratoria della città capitale della Lettonia e di chi la abita dignitosamente.
(http://www.youtube.com/watch?v=Sef7e71TKRo)
http://gossip.cronacaqui.it/04/06/2010/lettonia-parata-di-bionde-alla-marylin-per-risollevare-umore-e-pil/
http://www.style.it/news/le-notizie-del-giorno/2010/6/08/bionde-in-marcia-per-le-strade-di-riga.aspx

A Riga il 29 maggio 2010 in Dome Square

A Riga il 29 maggio 2010 in Dome Square

Written by rossiroiss

maggio 30th, 2010 at 7:24 pm

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UNA MACRO BIBLIOTECA PER UNA MICRO UTENZA INTELLETTUALE IL “CASTELLO DELLA LUCE“ DIAGRAMMOMORFO IN LETTONIA

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Continuano i lavori per la costruzione del “Castello della Luce“ a Riga, la Biblioteca Nazionale Lettone (Latvijas Nacionala biblioteca) sulla riva sinistra del fiume Daugava, prospiciente la riva destra sulla quale fu dato inizio nel 1201 alla costruzione della Riga Vecchia.
La prima pietra fu posata il 20 giugno 2008, in concomitanza con il 90° della Repubblica di Lettonia, presente il Ministro della Cultura in carica Helena Demakova, che fu fotografata con le mani intrecciate e il volto pensieroso, desiderosa (sicuramente!) di presenziare anche la posa dell’ultima pietra e l’inaugurazione prevista per l’anno 2012.
L’edificio in costruzione è stato progettato dall’architetto di fama mondiale Gunnar Birkerts, nato a Riga ma residente negli USA, autore di altri 14 spettacolari progetti di biblioteche. Avrà una forma monumentale “diagrammomorfa” col lato più corto che s’inerpicherà come il lato roccioso di una montagna, fino ai 56 metri del vertice, e il lato più lungo che digraderà come il declivio di una collina. Profilando un insieme multifacciale di 50.000 mq utili: nel senso che avrà quattro facciate diversamente connotate formalmente per chi lo esaminerà adottando un punto di vista rotante, più una singolare visione per il punto di vista a volo d’uccello.
Contenitore definitivo per l’immagazzinamento di 5,5 milioni di libri, 47.000 libri rari e manoscritti, una pletora di manoscritti dei sec. 18 ° e 19 °, testi vari e mappe: con sale di lettura per 1200 utenti e un auditorium dotato di 350 posti.
Costo iniziale preventivato 200 milioni di euro, costo definitivo non ancora preventivato con esattezza. E’ diffusa l’opinione che i lavori per la sua costruzione non saranno completati nel 2012 e che per la sua gestione e il suo funzionamento dovrà essere impiegata una forza lavoro costituita da un numero di dipendenti statali superiore al numero degli utenti giornalieri cittadini lettoni.
Monumento architettonico a futura memoria di un Ministro della Cultura egolatra che nel frattempo si è affaccendato in tutt’altre faccende. Equivalente, come edificio architettonico sovradimensionato, a uno Stadio Bernabeu costruito per contenere 100.000 tifosi, là dove la squadra campione locale di tifosi ne ha 10.000. Disapprovato come spesa statale da tutti i cittadini lettoni disagiati dalla crisi economica che ha pressocchè azzerato il welfare sociale nazionale.
Tale Biblioteca Nazionale è stata battezzata “Castello della Luce”, poiché l’idea progettuale che l’ha generata si basa su un’antica leggenda lettone e perché simbolizzi “a futura memoria” il risveglio intellettuale e l’indipendenza spirituale della Lettonia, dopo gli anni della guerra e dell’occupazione russa.
(Per vedere e leggere altro cliccare: http://www.gaismaspils.lv/gp/index.php)

Maggio 2010 a Riga, al di la del fiume Daugava il Castello della Luce in costruzione

Maggio 2010 a Riga, al di la del fiume Daugava il Castello della Luce in costruzione

Written by rossiroiss

maggio 26th, 2010 at 7:19 pm

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IL “CORPUS HERMETICUM” DI LOLITA TIMOFEEVA ESPOSTO IN UNA GALLERIA GREGARIA A RIGA

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DSC_0053-2DSC_004527.04.2010TIFANAArtGallery LOLITA TIMOFEEVACORPUSHERMETICUM 146

LA NOTIZIA – Lolita Timofeeva, la pittrice lettone italiana russofona che ha la casa e l’atelier a Bologna, si è data visibilità espositiva allestendo una mostra d’arte nella sua città natale (Riga) capitale di una repubblica europea (Lettonia) stazionata fuori dall’eurozona perché sorvegliata speciale a rischio default con bancarotta. L’ha allestita esponendo 39 disegni (cm. 50×35) eseguiti durante il 2008 su carta acquerellata con fondi di caffè diluiti: tutti proposti come “bozzetti” di altrettanti dipinti di un ciclo intitolato Corpus Hermeticum; tutti concepiti e realizzati rispettando le costanti materiche, formali e poetiche con eleganza e perizia compositiva, proprie di ogni individualità creativa capace ed eclettica, dotata di versatilità istintiva e connaturata.
“ Una piccola anteprima di una grande mostra sulla quale (più corretto “per la quale”) sto lavorando ormai da più di tre anni”, ha scritto: auto-eventizzandola nel blog personale.
L’ha allestita nel monovano espositivo della Tifana Gallery (http://www.tifanagallery.com), inaugurandola il 27 aprile (durata fino al 26 giugno). Con famigli e conoscenti ruolati figuranti e animatori di un vernissage disertato dall’establishement artistico e culturale righese. Presente al momento dell’inaugurazione soltanto il pittore Janis Andris, ex rettore dell’Accademia di Belle Arti.
Assente Solvita Krese, director del Latvian Centre for Contemporary Art, che continua a contestare la Timofeeva come rappresentante artistica della Repubblica di Lettonia nella Biennale di venezia 1997, considerandola straniera perchè cittadina italiana dal 1993: solidale in ciò con Helena Demakova, critico d’arte lettone militante ed ex ministro della cultura. Assente anche Inga Steimane, editor in chief del settimanale Kulturas Forum, e qualche redattore della rivista Studia. Assenti in gran numero perfino gli artisti lettoni esposti nella Artefiera 1995, anche per suo merito. Assenti le rappresentanze delle Istituzioni italiane insediate a Riga e del Latvia Museum of Foreign Art nel quale difficilmente tornerà in esposizione come star “straniera” protagonista.
IL COMMENTO – L’esposizione è risultata griffata dall’autarchia per quanto riguarda la organizzazione, la promozione, la sponsorizzazione, la “esegesi” e la masmediatizzazione sia web sia cartacea, non supportata da un catalogo o una brochure, allestita in una galleria d’arte gregaria, poco ambita come spazio espositivo dalle “firme” artistiche lettoni, imparagonabile (per es.) alle gallerie Rigas, Daugava, Bastejs: ognuna diversamente leader e diversamente attiva sia in patria sia all’estero. Risultando anche connotata come una rimpatriata organizzata dall’artista, per curricularsi protagonista di un evento espositivo personale nella città natia. Una Timofeeva in difficoltà per quanto riguarda la organizzazione di expo personali in Italia e altrove (nessuna personale allestita durante gli anni 2006-2009), perché priva di mentori influenti e di promoter adeguatamente relazionati, detentori di potere organizzativo e dotati di supporters personali.
Sconveniente ogni esame comparativo dell’esposizione nella Tifana Gallery con le tre esposizioni precedenti allestite dalla stessa pittrice a Riga in altre location, a cominciare dalla prima (memorabile!) datata 1996 nello spazio della Rigas Vini, iper-massmediatizzata in più lingue (italiana, lettone e russa), che fu inaugurata da Umberto Pestalozzi Ambasciatore d’Italia in Lettonia, presente Indulis Zarins, storico e prestigioso rettore dell’Accademia di Belle Arti, con al seguito alcuni docenti subalterni, e un folto gruppo di italiani appositamente giunti con un volo charter Rimini-Riga, durante il quale Emanuele Viscuso improvvisò a 11.000 metri di altitudine l’esposizione di alcune sue mini sculture in legno in viaggio per essere esposte a Riga.
IL GIUDIZIO – Una esposizione personale spadrinata e spresidentata (anche disassesorata), allestita, dove e come è stato possibile, per interrompere un prolungato periodo di astinenza espositiva, destinata a suscitare una flebile eco massmediatica in ogni lingua. Una performance approvata in primis (e soltanto) dall’amicalità indulgente di conoscenze d’ambo i sessi in tutt’altre faccende egotiche affaccendate, sia in Lettonia sia in Italia. Hortus conclusus (… giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata), di un creativa polimorfa lettone italiana, sedicente “ibrida”, self-promoter in trasferta nel loco natio. Un esperimento eseguito prospettandosi l’eventuale ritorno nell’alveo esistenziale originario dove scorrono e continueranno a scorrere le sue affettuosità parentelali, benefit provvidenziali e previdenziali, nel momento in cui dovesse decidere di trascorrere in compagnia badante e rassicurante il tempo residuo della sua esistenza: dovesse rivelarsi disagevole continuare a festeggiare in Italia genetliaci antaizzati tra conoscenti trovati e smarriti, di puro servizio contingente, in gran numero convenzionali o provvisori. (dal Blog: http://www.lampisterie.ilcannocchiale.it)

Lolita Timofeeva, qui habite et travaille dans son atelier à Bologne, s’est donnée une certaine visibilité expositive en préparant une exposition d’art dans sa ville natale (Ligne) capitale d’une république européenne (Lettonie) située hors de l’eurozone pour être spécialement surveillée à cause de ses risques de banqueroute. Elle l’a préparée en exposant 39 projets (cm. 50×35) exécutés pendant 2008 sur papier aquarelle avec des fonds de cafés dilués : tous proposés comme « ébauches » d’autant de peintures d’un cycle intitulé Corpus Herméticum. Tous conçus et réalisés en respectant les constantes matérielles, formelles et poétiques avec élégance et habilité de composition, souligné par toute son individualité créatrice, capable et éclectique, douée, versatile, instinctive et « connaturata ». « Une petite avant-première d’une grande exposition sur laquelle (plus correct « pour laquelle ») je travaille maintenant depuis plus de trois ans », écrit-elle : en s’auto-promotionant dans son blog personnel. Elle l’a préparée dans le mono-espace d’exposition de la Tifana Gallery (http://www.tifanagallery.com), en inaugurant le 27 avril (durée jusqu’au 26 juin). Avec sa famille, connaissances de figurants enrôlés et des animateurs d’un vernissage déserté de l’establishment artistique et culturel de Riga. Présent au moment de l’inauguration: seulement le peintre Janis Andris, l’ex recteur de l’Académie des beaux-arts. Absent Solvita Krese, directeur du Latvian Centre for Contemporary Art, qui continue à contester la Timofeeva comme représentante artistique de la République de Lettonie dans la Biennale de Venise 1997, en la considérant étrangère parce que citadine italienne depuis 1993 : solidaire en cela avec Helena Demakova, critique d’art lettone militante et ex ministre de la culture. Absent, même Inga Steimane, éditeur en chef de l’hebdomadaire Kulturas Forum, et quelques rédacteurs de la revue « Étude ». Absents en grand nombre les artistes lettons exposés dans l’Artefiera 1995, même pour son propre mérite. Absents les représentations des Institutions italiennes installées à Ligne et de la Latvia Museum of Foreign Art dans lequel difficilement elle refera une exposition comme star « étrangère » protagoniste. COMMENTAIRES – L’exposition a été une manifestation d’autarcie en ce qui concerne l’organisation, la promotion, le parrainage, l’interprétation et les moyens de communication, soit web soit journaux, sans support d’aucun catalogue ni brochure, préparée dans une galerie d’art considérée comme grégaire, réduite comme espace d’exposition des « signatures » artistiques lettonnes. Incomparable (par ex.) aux galeries Rigas, Daugava, Bastejs : chacune différemment dirigée et différemment active, soit au niveau national, soit à l’étranger. Exposition considérée comme des retrouvailles organisées par l’artiste, pour se rendre protagoniste d’un évènement expositif personnel dans sa ville natale. Une Timofeeva en difficultés en ce qui concerne l’organisation d’expos personnelles en Italie et ailleurs (aucune « personnelle » préparée pendant les années 2006-2009), parce qu’elle n’a aucun mentor influent, ni promoteur adéquatement relationné, détenteurs de pouvoir d’organisation et doués de supporters personnels. N’importe quel examen comparatif de l’exposition dans la Tifana Gallery devient indécent par rapport avec les trois expositions précédentes préparées pour la même peintre de Ligne dans d’autres lieux. À commencer par la première (mémorable !) datée de 1996 dans l’espace du Rigas Vins. Hyper-médiatisée en plusieurs langues (italienne, lettonne et russe). Inaugurée par Umberto Pestalozzi Ambassadeur d’Italie en Lettonie. Présent Indulis Zarins, historien et prestigieux recteur de l’Académie des Beaux-Arts, avec sa « suite » de quelques professeurs subalternes, et un grand groupe d’italiens expressément réunis et voyageant par vol charter Rimini-Ligne. Vol pendant lequel Emanuele Viscuso improvisa à 11.000 mètres d’altitude l’exposition de certaines de ses mini-sculptures en bois pour être exposé à Ligne. Le JUGEMENT:  Il s’agit d’une exposition personnelle désapadrinée, sans présidence, (sans aucun conseiller), préparée, où et comme il a été possible, pour interrompre une trop longue période d’abstinence expositive  …   destinée à susciter un plaintif écho des moyens de communication. Une performance approuvée en petit comité privé (et seulement) grâce à l’amitié indulgente de connaissances de tout sexe et toutes autres affaires égotiques, soit en Lettonie, soit en Italie. Hortus conclusus (… jardin fermé tu es, ma soeur, épouse, jardin fermé, fontaine cachetée), d’une créatrice polymorphe lettone italienne, appelée « hybride », par un self-promoteur en déplacement dans son propre lieu natal. Une expérience exécutée en s’exposant à l’éventuel retour dans l’alvéole existentielle originaire où glissent et continueront à glisser sa tendresse paternelle, bénéfice providentiel et prévisible, au moment où il fallait décider de passer en compagnie occupante, et rassurant le temps qui reste de son existence : il devait se révéler inconfortable de continuer à fêter en Italie des « genetliaci antaizzati » parmi des connaissances trouvés et égarées, de pur service contingent, en de grand nombre conventionnels ou provisoires.

Written by rossiroiss

maggio 2nd, 2010 at 6:59 pm

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CAVE LOLITAM !!! SEQUEL Commenti in Facebook al post leggibile cliccando: http://www.lampisterie.ilcannocchiale.it/

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Lolita Timofeeva ha vinto la causa contro Edizioni QuattroVenti di Urbino

http://kengaragsit.blogspot.com/2010/04/lolita-timofeeva-ha-vinto-la-causa.html

DELLE MENZOGNE BIOGRAFICHE  E DELLE RETICENZE BIBLIOGRAFICHE

MESSE A NUDO DA CHI HA COMMENNATO IN FACEBOOK

LA TIMOFEEVA VINCITRICE DI UNA CAUSA CONTRO LE EDIZIONI QUATTROVENTI

Enzo Rossi- Ròiss – Il pittore L’Altrange, conosciuto e frequentato dalla Timofeeva in mia compagnia a Barcelona nel 1995 durante i giorni della sua expo nella Diagonal Art di Jordi Vilafranca (produzione, curatela e promozione griffate Rossi-Ròiss), mi ha scritto:
Hola Enzo, abbiamo letto attentamente il tuo “Cave Lolitam !!!”. È sempre lo stesso. Accade ciò che ha fatto accadere Lolita Timofeeva quando un artista, dopo essersi approfittato di un commerciante o di un promotore, non è capace di dire GRAZIE soltanto, ma ancora meno capace è di riconoscere che ha conquistato alcuni spazi con servizi e notorietà grazie agli sforzi di tutti coloro che lo hanno aiutato. In generale, si sente dire: “IO, sono arrivato, da solo”. Ignorando che molte persone hanno partecipato alla costruzione di ogni suo riconoscimento pubblico. Di solito, ogni riconscimento pubblico è causato al 90% dal commerciante e dal promotore che si sono attivati in tutti i sensi per ottenerrlo.
Per questa ragione, troviamo abbastanza deplorevole, che per provare a guadagnare un pò di denaro, un artista vada a DENUNCIARE chi si è moltiplicato per “10″… anche se, a un certo momento, le circostanze hanno cambiato un rapporto che è risultato favorevole per lungo tempo.
Per questa ragione, siamo completamente contenti che l’editore del tuo libro abbia guadagnato nel processo di non pagare alcun euro a Lolita Timofeeva come riarcimento personale. Migliori pensieri a te…. … Mostra tutto
L’ALTRANGE

Paolo Fiorindo – Fellini (mi pare) dicesse che “con i grandi artisti non ci sono mai problemi”. Non dico altro, ti leggo sempre volentieri, ti saluto, ciao.

Enzo Rossi- Ròiss – A questo punto, copio e incollo una delle mie LAMPISTERIE (lampi di pensiero fertile!):
Le disattenzioni e l’irriconoscenza delle persone che ho beneficato col mio sapere e col mio agire, le metabolizzo in modo che possano potenziare e sovradimensionare le attenzioni e la riconoscenza di chi si rapporta a ciò che sono, piuttosto che a ciò che ho: gratificando la mia intellettualità, prima di soddisfare la mia corporalità.

foto personali 112

1999 a Bologna, nel foyer del Teatro del Navile, Lolita Timofeeva con (da sinistra a destra) Giorgio Segato, Enzo Rossi-Ròiss, Nicole Dimitri.

Written by rossiroiss

aprile 24th, 2010 at 6:43 pm

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GIORNALISTA SCOMODO UCCISO IN LETTONIA

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Ucciso a sangue freddo da due sicari. La vittima è Grigorijs Nemcovs, direttore e redattore capo del quotidiano lettone “Million” e proprietario di una televisione locale con lo stesso nome. Il giornalista ed editore è stato colpito da due proiettili alla testa mentre si stava recando ad un appuntamento nella città di Daugvpils (nella regione di Latgale). L’omicidio, avvenuto il 16 aprile verso le cinque del pomeriggio, era stato pianificato in tutti i particolari. L’assassino ha probabilmente aspettato Nemcovs mentre si recava ad un caffè sulla Lacplesa Street, vicino all’università di Daugavpils. La polizia per ora ha aperto un’inchiesta anche se non ci sono ancora indagati. Il quotidiano Million, fondato nel 1995 dallo stesso Nemcovs, è oggi il più grande giornale locale pubblicato in lingua russa. È noto per le sue inchieste sul malfunzionamento e i problemi di corruzione in seno all’amministrazione e ai partiti politici. Nemcovs, noto per la sua militanza che ha fortemente contribuito al successo del movimento di cittadini Latgales Tauta (Nation of Latgale) era anche sindaco aggiunto del consiglio comunale di Daugavpils. Il suo attivismo politico aveva già portato il giornalista a ricevere minacce di morte nel 2007 e la sua casa era stata data alle fiamme, senza che gli incendiari fossero mai stati trovati. In precedenza, nel 2000, era stato anche violentemente aggredito da sconosciuti che avevano cercato di rubargli il passaporto. “Siamo sotto choc per questa uccisione – ha dichiarato in una nota Reporters sans frontieres -. Il nostro pensiero va innanzitutto alla moglie e alla figlia di Nemcovs a cui presentiamo le nostre più sincere condoglianze”. “Questo omicidio è incomprensibile – continua l’organizzazione interzionale -. I moventi di questo assassinio, che è stato eseguito con professionalità, devono assolutamente essere chiariti. L’omicidio di un giornalista è inaccettabile e costituisce una minaccia che colpisce l’intera categoria”. Rsf chiede, quindi, alle autorità lettoni di fare di tutto per identificare i mandanti affinché questa esecuzione non rimanga impunita”. Con l’omicidio di Nemcovs salgono a due i giornalisti uccisi in Lettonia negli ultimi anni. Nel 2001, Gundars Matiss, giornalista del quotidiano “Vards Kurzemes” è stato assassinato a causa della sua attività professionale. Altri attacchi alla libertà di stampa hanno visto coinvolti altri giornalisti, pugnalati o aggrediti nel decennio scorso. A gennaio, infine, gli uffici del quotidiano “Neakariga Rita Avize” sono stati oggetto di vandalismo.

Written by rossiroiss

aprile 20th, 2010 at 6:33 pm

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Vogliono fermare il gay pride in Lituania

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immagine21Si avvicina l’estate, tempo di vacanze, di sole, di serate all’aria aperta e, non c’è paese che faccia eccezione, si moltiplicano le manifestazioni culturali e la ricerca di momenti di aggregazione. Tra teatri di strada, concerti e iniziative di vario tipo, ovunque stia per inaugurarsi questa stagione, sono tante le occasioni che si offrono ai cittadini. Anche la comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender organizza i suoi ritrovi, occasione soprattutto per celebrare la diversità e manifestare per i diritti dell’uomo. Così in Italia, così in Lituania, dove, per la prima volta sinora, il Baltic Pride è previsto per sabato 8 Maggio. Appuntamento importante in questo paese, perchè qui la popolazione lgbt vive ancora in condizioni di forti discriminazioni, trovandosi non di rado a subire forme di intolleranza. Sino a questo momento le autorità hanno sempre bloccato qualsiasi manifestazione indetta dalla comunità lgbt e purtroppo, anche in questo caso, nonostante il comune di Vilnius abbia accolto la richiesta per lo svolgimento della manifestazione, sono forti le pressioni affinchè venga revocata l’autorizzazione. Anche Amnesty International, organizzazione che si batte per il rispetto dei diritti umani, scende in campo, lanciando un appello affinchè sia garantito il diritto alla libertà di espressione della comunità lgbt.

Written by rossiroiss

aprile 19th, 2010 at 6:32 pm

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I paesi baltici e la crisi – LETTONIA: UNA TIGRE NELLA GABBIA DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

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immagine20In Lettonia gli anni del boom sono solo un ricordo: oggi il paese baltico ha il più alto tasso di disoccupazione della Ue. I lettoni sono temprati dalle ristrettezze del periodo sovietico, ma l’austerity potrebbe durare ancora a lungo. Il maiale capitalista è tornato a Riga. Guance rosee, pancia gonfia e una valigetta piena di bigliettoni stretta nello zampone. Osserva tutto dal suo posto d’onore, un cartellone pubblicitario proprio di fronte al parlamento lettone, sul viale principale della capitale. Poco lontano, poveracci disoccupati si stringono attorno a un fuoco avvolti in passamontagna e giacca a vento. Soltanto due anni fa un simile sfoggio di anticapitalismo sarebbe stato considerato un segno di pazzia. Fino a due anni fa, appunto, quando la Lettonia si preparava a festeggiare i due decenni di libertà dal giogo sovietico e cavalcava il boom economico. Ora la festa è finita. I lettoni, come il trentatreenne Gints Berneckis, hanno ormai perso la fede nel modello economico occidentale. Come migliaia di compatrioti, il cui tasso di disoccupazione è schizzato al 23 per cento, l’anno scorso Berneckis ha perso il suo posto di venditore di computer. “È vero – sbuffa con rabbia – i maiali capitalisti sono tornati. Solo che adesso arrivano e se ne vanno carichi dei soldi che il governo gli regala.” Gints ha sfidato uno dei peggiori inverni degli ultimi decenni per manifestare insieme ai suoi “colleghi” disoccupati, accampandosi in una piccola tenda davanti al parlamento fin dall’inizio dell’anno. “Hanno tagliato tutto: previdenza sociale, educazione, pensioni. La gente sta scappando, lascia la città in massa.”

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Written by rossiroiss

aprile 19th, 2010 at 6:29 pm

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